Strada del Verdicchio dei Castelli di Jesi

È una delle regioni italiane dove si vive meglio, nonché una delle mete dove non esiterei a trasferirmi. Sto parlando delle Marche, una regione ricca di fascino che sa conquistare gli amanti dell’arte, della storia, della natura e naturalmente della buona tavola. Tra i sapori di mare e dell’entroterra, tartufi bianchi, dolci carnevaleschi, nelle Marche si producono anche ottimi vini. In questo post vi accompagno alla scoperta della Strada del Verdicchio dei Castelli di Jesi, per un viaggio on the road tra dolci colline, borghi senza tempo e buona tavola.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi rappresenta il re dei vini marchigiani, un vino bianco, elegante e di buona struttura, con dei riflessi verdolini dai quali ne deriva il nome. Per degustare questa eccellenza del territorio marchigiano, ci spostiamo quindi in provincia di Ancona, lungo la valle del fiume Esino, in un paesaggio di vigneti coltivate su dolci colline a poca distanza dal mare Adriatico. Punto di partenza del nostro viaggio è Jesi, cittadina dell’entroterra che dista circa 30 chilometri dal capoluogo marchigiano.

Tipico paesaggio marchigiano – Lonely Planet

Jesi – Prima tappa lungo la Strada del Verdicchio dei Castelli di Jesi

Facilmente raggiungibile sia da Ancona che da Senigallia, Jesi ci accoglie come prima tappa. Nonostante sia una città di antica tradizione industriale, all’interno della robusta cinta muraria conserva il vero cuore pulsante. Il centro storico, curato ed elegante, vi accoglierà per una piacevole passeggiata, lungo la quale potrete iniziare a degustare qualche Verdicchio in una delle numerose cantine della zona.

Montecarotto – Seconda tappa lungo la Strada del Verdicchio dei Castelli di Jesi

Dopo Jesi proseguiamo per Montecarotto, piccolo borgo in provincia di Ancona, caratterizzato da una suggestiva cinta muraria con camminamento di ronda. Da qui una vista mozzafiato sia verso il mare che verso gli Appennini. Iscritto alle associazioni di “città del vino” e “città dell’olio”, anche qui il Verdicchio la fa da padrone. Proprio qui si trova l’azienda Moncaro, produttrice di ottimi vini del territorio, ma anche di acquavite, grappa, brandy e birra artigianale. Se l’itinerario ve lo permette, concedetevi una visita in questa cantina: non vi deluderà!

Paesini, vigneti e colline vista mare.

Cupramontana- Terza tappa lungo la Strada del Verdicchio dei Castelli di Jesi

Passando per Serra San Quirico, arriviamo a Cupramontana, un’altra perla di questo territorio, fortemente legata al vino. Ci si innamora già lungo la strada, tra monti e colline. Il centro storico invita a perdersi tra i vicoli e rilassarsi poi nella suggestiva piazza. Qui dal 1987 troviamo il Museo internazionale dell’etichetta del vino, un’interessante raccolta di etichette provenienti da tutto il mondo, recentemente spostato in una location particolare: le grotte dell’ex convento di Santa Caterina. Inoltre, la tradizionale sagra dell’uva di inizio ottobre è uno degli eventi locali che richiama numerosi visitatori dai paesi vicini.

Staffolo- Quarta tappa lungo la Strada del Verdicchio dei Castelli di Jesi

Posizionato sulla sommità di un colle tra mare e montagne, Staffolo è stato nominato bandiera arancione dal Touring Club Italiano. Da qui, una vista emozionante sul panorama circostante marchigiano, immersi in un’atmosfera invidiabile ed ottima accoglienza. Nel centro storico, in uno degli ambienti ricavati dalla cinta muraria, si trova il museo del vino e dell’arte contadina, con annessa enoteca, dove poter fare acquisti e degustazioni.

L’itinerario proposto, di circa una sessantina di chilometri, potrebbe finire qui, o procedere lungo la strada statale 76, dove a pochi chilometri si trovano le Grotte di Frasassi, nel comune di Genga. Una cosa è certa: dopo tutto questo Verdicchio, il consiglio è di fermarvi a mettere qualcosa sotto ai denti! Il ciauscolo (insaccato tipico locale) ed il cinghiale (con la polenta!) sono un must!